Menu

La valigia dei sogni di Luigi Comencini

Visite totali 1408 , 2 oggi

Data inizio:27/12/2016
Data fine:27/12/2016
Ore: 18:00

Claim Ownership

Categoria evento: Proiezioni. Sezione: Luigi Comencini.

Descrizione

La valigia dei sogni di Luigi Comencini (1953, 92’)

Il cavaliere Ettore Omeri (Umberto Melnati), ex attore del cinema muto, ha raccolto, sottraendole al macero, vecchie pellicole dei suoi tempi. Con la proiezione di questi film, collegati mediante un montaggio d’eccezione, il cav. Omeri allestisce degli spettacoli ricreativi negli istituti d’educazione. Un giorno viene invitato ad allestire uno di questi spettacoli in occasione di una serata mondana. Egli vi proietta quanto ha di meglio ma gli atteggiamenti appassionati di una Borelli o di una Bertini provocano la sfrenata ilarità dei molti giovani che affollano il salotto. Tra gli spettatori c’è anche una signora anziana, già celebre attrice del muto, ora moglie di un ricco produttore, la quale si è riconosciuta nella protagonista di uno dei film. Il contegno dei giovani l’ha profondamente offesa e il giorno seguente, suo figlio tenta di farsi cedere dal cav. Omeri tutti i brani di pellicola che la riguardano. Non riuscendovi, il giovanotto si rivolge alla segretaria, che promette di consegnargli le pellicole ma nel maneggiarle, ne provoca l’incendio, che ben presto si propaga a tutto il deposito. «A Milano, la Cineteca Italiana, costituita da pochi anni, stava attraversando una grave crisi finanziaria; in cassa non c’erano più soldi per le spese correnti, e si resisteva solo grazie ai contributi (modesti ma indispensabili alla sopravvivenza) che arrivavano dai circoli del cinema, affamati allora di classici, dai film sovietici ancora mai visti in Italia alle opere dell’espressionismo tedesco, dai “noir” francesi d’anteguerra ai film sperimentali e a tutte le opere che la Cineteca conservava gelosamente. Mio fratello, che con Alberto Lattuada aveva iniziato la raccolta dei film negli anni ’38 e ’39, si era ormai incamminato sulla strada della regia e aveva già realizzato alcuni lungometraggi per la Lux Film di Carlo Ponti. Occorreva fare qualcosa per impedire la chiusura della Cineteca, e così nacque l’idea di un film a basso costo in cui nessun compenso andava al regista, e gli unici a venir pagati erano i tecnici» (Gianni Comencini).

Vai alla rassegna