Ermitage presenta: LOUISE BROOKS: ICONA DEL CINEMA MUTO.

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Descrizione

"There is no Garbo, there is no Dietrich, there is only Louise Brooks"  Henri Langlois.

La Casa del Cinema in collaborazione con Ermitage presenta 5 film con la grande attrice del cinema muto.

L’intera vita di Louise Brooks fu attraversata da un senso spiccato per la verità, la libertà e la sessualità senza permessi di “buona condotta”. La sua straordinaria e conturbante bellezza che ne fecero subito il prototipo della donna seduttrice e l’incarnazione del sesso irruppero nel perbenismo di quegli anni. Divenne l’oggetto del desiderio, maschile e femminile, di intere generazioni.

Mary Louise Brooks nacque a Cherryvale, nel Kansas, il 14 Novembre 1906. Il padre, Leonard Porter Brooks, era un onesto avvocato di provincia mentre la madre, Myra Rude, donna colta ed insegnante di piano, ebbe una grande influenza sul carattere e formazione di Louise spingendola sin da giovanissima, alla musica, alla lettura e alla danza.

Debutto' a soli 15 anni come ballerina di fila nello spettacolo “George White’s Scandals” e l’anno successivo nelle “Ziegfeld Folies”. Nel 1925 apparve nel film “Street of forgotten men”, quindi in “The american Venus” ed in “A social celebrity” nel 1926. Quindi gira nel 1928, sempre negli Stati Uniti, "A Girl In Every Port" e "Beggars Of Life" . Georg Wilhelm Pabst in Germania la preferi' a Marlene Dietrich per “Il Vaso di Pandora” nel 1928, ma la sua carica di erotismo sullo schermo si accentuo' ancora di più in “Diario di una Donna Perduta”, sempre di Pabst, film del 1929 che criticava duramente l’ipocrisia dei valori borghesi di allora.

Gira ancora negli Stati Uniti nel 1929 "The Canary Murder Case" insieme a Willliam Powell e nel 1930 il suo ultimo film europeo in Francia "Prix De Beaute'". Mal vista a Hollywood negli anni Trenta per la sua innata incapacita' di piegarsi alle richieste dei produttori di Hollywood, fuori e dentro al set, dovette accontentarsi di parti minori e di qualche soap opera radiofonica. Si sposo' due volte, nel 1926 con Edward Sutherland, un rampollo di Hollywood e nel 1934 con Deering Davis, ma entrambi i matromoni finirono dopo pochi mesi. Con “Overlad Stage Raiders”, insieme ad un giovanissimo John Wayne, lascio' il cinema e la celebrità a solo 36 anni; la sua voglia di vivere libera era stata più forte delle false seduzioni del mondo di Hollywood .

Guido Crepax dichiaro' di essersi ispirato ad una foto dell'attrice ed alla malizia conturbante di Louise Brooks, quando creo' l’eterea e peccaminosa Valentina, ed inizio' un fitto rapporto epistolare con lei per presentarle i suoi lavori e scambiarsi idee, pensieri ed intima amicizia. Gia' malata di efisema polmore, mori' nel 1985 per un attacco di cuore.




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