Menu

DANTE FERRETTI, SCENOGRAFO ITALIANO

Visite totali 2079 , 1 oggi

Data inizio:14/10/2012
Data fine:14/10/2012
Ore: 17:00

Claim Ownership

Categoria evento: Proiezioni. Sezione: storie del nostro cinema.

Descrizione

DANTE FERRETTI, SCENOGRAFO ITALIANO di Gianfranco Giagni
(Italia, doc, 2010, 52′)

 La storia di Dante Ferretti, grande scenografo, artista e art director internazionale, dalle origini alla ribalta mondiale del più grande cinema d’autore. Ferretti tra Fellini e Scorsese, da Cinecittà a Hollywood con il successo del più importante cinema italiano ed internazionale. Un ritratto a 360 gradi raccontato dal regista Gianfranco Giagni attraverso una lunga intervista, ma anche nello sguardo e nelle testimonianze dei registi e degli attori con cui Ferretti ha condiviso importanti progetti professionali oltre quelle di molti illustri colleghi, di amici e di una “complice” davvero speciale come Francesca Lo Schiavo. E’ insieme a lei, al suo fianco nel racconto di una carriera ricca di successo, che Dante Ferretti ha condiviso anche il trionfo dei premi, dagli Academy Awards (con i due Oscar per The Aviator e Sweeney Todd), ai tre Bafta Awards, ai cinque David di Donatello e ai dodici Nastri d’Argento dei giornalisti cinematografici, ai quali si affianca il prestigioso Premio Pietro Bianchi assegnato dal SNGCI in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2010. E’ tutto nel racconto che lo stesso Dante consegna in prima persona a Gianfranco Giagni, guidando la macchina da presa nei luoghi ai quali è più legato: dalle atmosfere dell’infanzia a Macerata agli inizi della carriera, sempre nelle Marche regione dov’è nato e che ha voluto fortemente sostenere e accompagnare questo progetto, fino a Roma e a Cinecittà. E’ qui che Ferretti lavora: in uno studio che per la prima volta svela agli spettatori e che è il cuore di quella grande fabbrica di cinema che continua a conquistare il mondo. Dagli Studios di via Tuscolana, Dante Ferretti si racconta mostrando i suoi splendidi disegni, i plastici e i premi ricevuti. Primo della serie “Maestri Italiani”, una collezione di opere che saranno dedicate ai grandi artisti del cinema e della musica italiana, eccellenze nella produzione internazionale, il documentario è stato realizzato tra Roma, New York e Parigi e contiene riprese anche al Museo del Cinema e nello Statuario del Museo Egizio di Torino. E’ arricchito da sequenze di alcuni dei più emozionanti film di Fellini, Scorsese, Terry Gilliam, Tim Burton, Julie Taymor e da molte immagini di repertorio, alcune inedite (fotografie, documentari, making of), interviste e backstage che ricostruiscono non solo la carriera ma la storia più personale e privata di un artista che con semplicità ha trasformato la passione per la scenografia nelle più geniali realizzazioni cinematografiche del mondo. Molte le testimonianze di grandi artisti italiani ed internazionali (registi, produttori, costumisti e stilisti e di tanti artigiani) intervistati: da Martin Scorsese a Julie Taymor, da Harvey Weinstein a Terry Gilliam, Leonardo Di Caprio, Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Gabriella Pescucci, Jean Jacques Annaud, Valentino Garavani, Laura Fattori e Carla Fendi, spinta dall’amore per il cinema e la stima per Dante Ferretti a sostenere, conla Fondazione Carla Fendi, la realizzazione del documentario, nel desiderio di affidare alla storia del cinema italiano una testimonianza sulla creatività, le esperienze e il lavoro di uno dei suoi più famosi artisti.

 

NOTE DEL REGISTA

Quando ho incontrato Dante Ferretti la prima volta a Cinecittà per proporgli il documentario, ho avuto l’impressione di avere di fronte il Cinema, nella sua vera essenza e commistione di arte e artigianato. Dante, come racconta Tornatore nel documentario, “realizza scenografie che non si lasciano imprigionare dai limiti del fotogramma”. Lo vedevo camminare per il suo studio e mi sembrava un uomo apparentemente ruvido e diretto, che però si muoveva con un grazia inaspettata attraverso le centinaia di suoi disegni, libri e fotografie che lo circondavano. Ho pensato allora quanto questa sua immagine corrispondesse al lavoro di scenografo, che ha anche fare con qualcosa di solido, ben piantato per terra, fatto di materiali e di misure geometriche. E quanto questo sia necessario per arrivare alla bellezza, alla grazia e alla poesia di una scenografia: elementi fondamentali per qualsiasi grande film.

Vai alla rassegna