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Vogliamo i colonnelli (Cronaca di un colpo di stato) di Mario Monicelli (1973, 96’)

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Data inizio:25/08/2022
Data fine:25/08/2022
Ore: 21:00

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Categoria evento: Proiezioni. Sezione: Vittorio e Ugo.

Descrizione

Vogliamo i colonnelli (Cronaca di un colpo di stato)
Mario Monicelli (1973, 96’)

Di colonnelli ce ne sono troppi. E solo pochi hanno la ventura di passare generali. Donde frustrazioni, rancori, desideri di rivalsa. Sui quali specula un politicante maneggione, l’on. Grifoni, il quale chiama a raccolta tutti i frustrati del Paese, prende contatti con emissari stranieri, organizza campi di esercitazione, raduni, viaggi, discorsi e mette a punto il Piano: che scatterà all’ora X del giorno Z. Anzi della notte. L’attacco è fulmineo. Un aereo sgancia trenta arditi incursori sul mare di Fiumicino perché occupino l’aeroporto. Ma un errore di pochi metri li fa scendere in un luogo sbagliato. Un gruppetto di cavalieri – in lambretta – non va oltre il luogo di partenza. I “marines” giungono, invece, sull’obiettivo, ma sono arrestati. Quando Grifoni apprende che il gruppo “Marmotta”, per andare a occupare la TV, ha dovuto prendere un tassì, capisce che la Rivoluzione è fallita. E c’è qualcuno, naturalmente, che si attribuisce il merito di aver stroncato la rivolta e aver salvato la Democrazia. Questo qualcuno, si sa, è un Generale: e il potere lo prenderà lui.

Uscito nel ’73, invitato in concorso al Festival di Cannes ma “oscurato” da La grande abbuffata, è uno dei titoli spesso dimenticati della vasta filmografia monicelliana. Ispirato a fatti dell’epoca come il “Piano Solo” del generale De Lorenzo, il “golpe Borghese” e la dittatura militare in Grecia, racconta, come spiega il sottotitolo, la “cronaca di un colpo di Stato” guidato dall’onorevole Giuseppe Tritoni della Grande Destra, interpretato da Ugo Tognazzi, con la complicità di una “armata Brancaleone” di militari in servizio e in pensione. Più che una commedia all’italiana, una “farsa alla Keaton”, come la definì lo stesso Monicelli in un’intervista: «Il film dovrebbe essere dato nelle scuole di cinema, perché chi vuol fare il regista deve imparare innanzitutto la farsa». Farsa sì, ma anche fantapolitica, notò ancora Monicelli all’epoca: «attraverso la storia di un gruppo di militari trucibaldi, intendo mettere in guardia i cittadini contro l’inganno in cui potrebbero cadere».

Si ringrazia Dean Film

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