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DELITTO SUL PO. Antifilm a corpo morto. Ideato e realizzato (in ogni suo particolare) da Flavia Mastrella Antonio Rezza

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Data inizio:27/09/2022
Data fine:27/09/2022
Ore: 20:00

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Categoria evento: Proiezioni.

Descrizione

DELITTO SUL PO
Antifilm a corpo morto
Ideato e realizzato (in ogni suo particolare) da Flavia Mastrella Antonio Rezza
Personaggi e interpreti in ordine di apparizione
COMMISSARIO D’ANGELO: Antonio Rezza MORTO: Paolo Mosca
LAAV: Lavinia Novara ARM: Armando NovaraELI: Elisabetta Sgarbi
IL FRANCESE: Federico Carra GIORNALISTA: Domenico Vitucci
CAPTAIN HARRIS: Maurizio Catania SECONDINA: Flavia Mastrella
MADONNA FRANCESE: Alessandra Carli E con Fabiana Rizzo, Gamey Guilavogui,
Anna Maria Lorusso Maria Rita Rezza
Assistente al montaggio Eugenio Smith
Montaggio del suono DV Federico Carra, Eugenio Smith
Coordinamento all’edizione Cesare Apolito, Ferdinando Cocco
Musiche di Beethoven Marcia Funebre sinfonia N° 3 in mi bemolle maggiore, opera 55 Eroica
Groovement Mahagonni di Federico Carra
Girato sul delta del Po, nel mare di Anzio e a Roma sul Tevere.
Il commissario D’angelo, all’imbrunire, si appresta a vivere la sua giornata. L’agente Antonio
muore assassinato da tre delinquenti: Elì, donna silenziosa e riflessiva, Arm, un ragazzo alla
fine dell’adolescenza, e il Francese, uomo di fede, dominatore, e fumatore incallito. D’angelo
trova il cadavere di Antonio riverso su un albero alla deriva nelle acque del Po; la salma
aggrappata al relitto galleggerà nel film urlando la sua sete di giustizia. Pur senza alcuna
prova il commissario arresta i tre assassini; i due uomini sono condotti nella galera marina, la
donna viene rinchiusa in un carcere sul Po. Ciccio, giornalista corpulento, conscio
dell’incapacità del sistema giudiziario, diffonde le notizie sull’avvenimento ad ascoltatori
virtuali. D’Angelo tortura Arm ed il Francese nei sotterranei del carcere marino assistito
dalla segretaria Laav e dal capitano Harris, uomo sadico e fedele. Il giornalista Ciccio insorge
e viene arrestato. Il commissario, invasato dalla sua stessa autorità, inizia una danza frenetica
e gioca con i detenuti spalleggiato dalla Secondina delle carceri. Distrutto dalla violenza il
giovane Arm si toglie la vita: D’angelo, spinto dal bisogno di mistificare la notizia del suicidio,
libera il giornalista Ciccio che, addomesticato, nasconde la verità ai suoi ascoltatori. Il
Francese, aiutato dalla fede, evade sotto gli occhiacci della Secondina. Il commissario insegue
il criminale ma, quando sta per acciuffarlo, avviene il miracolo: la fede del Francese si
materializza e di fronte alla visione mistica D’angelo cede psicologicamente. Gli eventi
precipitano.
Delitto sul Po è un’opera che nega in modo deciso l’utilità della sceneggiatura. Quando una
scena mancava ci cambiavamo d’abito e la giravamo istantaneamente per poi montarla
ancora vestiti da personaggio. E non erano più gli autori a montare il film ma gli stessi
personaggi sfuggiti al controllo degli autori.
La vicenda poliziesca ramifica in microstorie influenzate dalla realtà quotidiana dei
personaggi. Ogni frammento di storia è diviso da 5 secondi di nero; i frammenti
rappresentano vicende a se stanti di diversa durata che unite dal nero formano una storia
articolata. Il nero fisso copre il 15% del film, mentre il nero dello scotch copre il 35%
dell’immagine. Considerato che il film è fatto di immagini possiamo affermare che lo scotch
copre il 35% degli avvenimenti e, sommato al 15% del nero fisso, ci permette di raggiungere
il 50% di nero netto totale.
Aggiungendo al nero netto il nero lordo della sala e il nero totale del prezzo del biglietto
otteniamo il prodotto nero interno che porta con sè lo spettatore. In tutti i cinema.