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LUIGI DI GIANNI, L’ANTROPOLOGO PRESTATO AL CINEMA, un ricordo di Giorgio Gosetti

LUIGI DI GIANNI, L’ANTROPOLOGO PRESTATO AL CINEMA, un ricordo di Giorgio Gosetti

LUIGI DI GIANNI, L’ANTROPOLOGO PRESTATO AL CINEMA
di Giorgio Gosetti

Con Luigi Di Gianni, scomparso la notte scorsa a Roma, se ne va uno di quegli intellettuali con la passione del cinema che, sull’onda delle istanze sociali e politiche degli anni ‘60 decisero di rischiare in proprio senza limitarsi a disquisire del cinema altrui. Napoletano di nascita (classe 1926) e fieramente “sudista” di formazione culturale, con una laurea in filosofia in tasca, segue il richiamo del cinema e si diploma al centro sperimentale nel 1954, ma il richiamo dello studio e della ricerca antropologica (alla scuola di Ernesto De Martino) è più forte del desiderio di inventare storie. Entrato in quella Rai che, sotto la guida di Rodolfo Arata e poi Ettore Bernabei, si voleva strumento pedagogico per la nuova Italia repubblicana, si afferma presto come documentarista di sicuro talento e, proprio insieme al maestro Ernesto De Martino, nel 1958 firma il documentario “Magia lucana” con cui vince il primo premio nella categoria alla Mostra di Venezia. Dieci anni dopo avrà la soddisfazione di essere a Cannes con “La tana” e tornerà poi a Venezia con il suo primo lavoro narrativo, “Il tempo dell’inizio” (1974) tra psicanalisi e critica sociale. Del resto la passione per il lato oscuro della coscienza era il suo secondo amore come dimostra il suo lungo lavoro su Kafka tra il lungometraggio “Il processo” del ‘78 e le sceneggiature per un mai compiuto adattamento del “Castello”’in 19 puntate per la tv.

I suoi più bei documentari, sempre più spesso legati alla terra di Lucania dove è stato anche presidente della Film Commission in anni recenti, sono stati restaurari e pubblicati in home video dalla Cineteca di Bologna. Il suo ultimo lavoro è del 2009 e narra tra fiction e documentario uno dei suoi altri amori letterati: il musicista e nobile napoletano Carlo Gesualdo Da Venosa.

Lavoratore inesauribile e uomo dalla rude e spontanea socialità, Luigi Di Gianni è stato anche per vent’anni (dal 1977) docente di cinema ed ha ricevuto nel 2005 una laurea honoris causa dall’università di Tubinga per i suoi meriti nel settore del cinema etnografico. La Casa del Cinema, d’intesa con la famiglia e la Lucania Film commission lo ricorderanno nella giornata di martedì 14 maggio alle 16.30 con un incontro aperto ad amici e appassionati.

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