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VIA LUMIÈRE ANGOLO MÉLIÈS. TRE RACCONTI DI LUIGI FACCINI E MARINA PIPERNO

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Data inizio:05/10/2017
Data fine:12/10/2017

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Categoria evento: Rassegne.

Descrizione

VIA LUMIÈRE ANGOLO MÉLIÈS
TRE RACCONTI  DI  LUIGI FACCINI E MARINA PIPERNO

Cinema dell’incontro e  dell’ascolto, cinema fraterno e utopico, cinema di ricerca, cinema di strada, così si può definire il cinema che Luigi Faccini, in compagnia di Marina Piperno, ha fatto e continua a fare dopo aver praticato per un ventennio una fiction a forte declinazione storico-letteraria e un documentarismo a prevalente attenzione antropologica.

Questo percorso “di strada” è però un filo rosso che lega tutto il suo fare, fin dall’inizio, emergendo prepotentemente all’inizio degli anni ’90, quando, su delega del Consiglio di Amministrazione della Rai e del Ministero di Grazia e Giustizia, entra nel carcere minorile di Roma come ricercatore audio-visuale e animatore.

<<Ho carta bianca e un tempo smisurato a disposizione, – racconta il regista –  una condizione di libertà inaudita, per il nostro paese. Unico vincolo una troupe ingombrante, disadatta per un lavoro relazionale tutto da inventare negli spazi angusti della reclusione. L’esperienza dura sei mesi. Entro ed esco dalle celle, passo dai colloqui individuali alle dinamiche di gruppo. Assassini e rapinatori, piccoli spacciatori e “bucatini”, ladri e ladruncoli, italiani, zingari rom e sinti, magrebini, sono il mistero che devo decifrare per, almeno, rischiararlo. Uso il cinema come gioco cognitivo e il film che devo girare, Notte di stelle, come esca. Registro 120 nastri da 30’ ciascuno e nel corso del tempo acquisisco gerghi, linguaggi, modalità corporee, disperazione e allegria, protervia e depressione. La Rai non volle utilizzare l’immenso materiale raccolto, che, montato, avrebbe coperto quattro ore di trasmissione. Mi  chiesero un’ora: a giustificazione dell’intera esperienza. Il titolo sarà: Ladro di voci >>.

Dopo Ladro di voci Faccini riparte da Tor Bellamonaca, il quartiere esterno al GRA dal quale provenivano molti dei ragazzi che aveva incontrato in carcere. Erano sbandati, in cerca di un appiglio. Ci vollero un anno di frequenza, parole, sguardi, sfide e giochi,  fraternizzazione e coinvolgimento laboratoriale per identificare il gruppo umano e i protagonisti con cui realizzare Notte di stelle. Quei “ragazzi di strada” seppero diventarono attori, a tal punto immedesimati nel rappresentare se stessi e la realtà che ognuno incarnava, che la mostra di Venezia non poté negare l’autenticità del quadro offerto. C’era umanità e talento, nel disperato isolamento di Tor Bellamonaca. Notte di stelle ebbe la menzione OCIC, la Targa d’Argento Giuseppe Fava del SNGC, il premio Fiuggi, la nomination al Globo d’Oro della Stampa estera per l’esordiente Antonella Taccarelli. Distribuzione Mikado. Era il 1991…

<<Ma tutta l’intensità, emotiva e pedagogica, che Notte di stelle aveva generato  – prosegue Luigi Faccini – non doveva andare dispersa, anche perché, a causa della morte, violenta e misteriosa, di uno dei ragazzi che del film avrebbe dovuto far parte, un patto si era stabilito fra il gruppo dei protagonisti e me: che Auro Bruni non avremmo dovuto dimenticarlo mai. Scrissi dei suoi amici in cerca degli assassini che l’avevano ucciso e bruciato e l’intitolai Giamaica, meta del viaggio che Auro avrebbe voluto compiere. Evento speciale al festival di Locarno nel 1998, accompagnato, con grande successo, dall’esecuzione live delle musiche composte per il film, Giamaica fu distribuito da Mikado. Segnalato dal SNCCI. Insignito del premio Tertio Millennio dalla Città del Vaticano>>.

Oggi i tre film rivivono alla Casa del Cinema, nel contesto di una riproposta organica e ragionata mentre  Luigi faccini e Marina Piperno partono per un nuovo viaggio alla ricerca dell’umanità dimenticata, per darle voce in quel luogo unico a Via Lumière, angolo Via Meliès, quando un film non è ancora film, ma fatica e gioco, amore e musica.

Il progetto che vede impegnati Luigi Faccini e Marina Piperno con la Casa del Cinema e il Comune di Roma verrà ripreso e sviluppato dal Teatro di Tor Bellamonaca per il loro foltissimo bacino di utenza, facendone evento identitario del quartiere.

 

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