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ROMAFRICA FILM FESTIVAL

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Data inizio:10/07/2015
Data fine:10/07/2015

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Categoria evento: Lingua originale e Proiezioni. Sezione: Teatro all'aperto Ettore Scola.

Descrizione

Venerdì 10 luglio 2015

15:00  RUN di Philippe Lacôte (Costa d’Avorio, 100 min, 2014, v. o. sott. francesi)
Genere: Dramma
Sceneggiatura: Philippe Lacôte Cast: Abdoul Karim Konaté, Isaach De Bankolé, Rasmané Ouédraogo Produzione: Banshee Film, Wassakara Prods
Trailer: www.youtube.com/watch?v=3b­gpW9humM

Run sta scappando; dopo aver ucciso il primo ministro del suo paese deve nascondersi, travestirsi da barbone fingendosi pazzo come uno di loro e vagare per mesi tra le strade della sua città. Veniamo a conoscenza di quello che è successo nella sua vita e nella sua infanzia grazie ad alcuni flashback. Il primo in tenera età, quando era al servizio del maestro Tourou, mago della pioggia, che si è rifiutato di sacrificarlo. Poi di villaggio in villaggio al fianco di Greedy Gladys la Mangiona e infine nella milizia con i Giovani Patrioti, violenti e corrotti all’interno del conflitto militare e politico in corso in Costa d’Avorio. In attesa di capire a cosa era destinato, Run ha conosciuto tante vite e ha presto dato un senso al proprio nome. Run non ha scelto tutte queste versioni di se stesso; ci è sbattuto contro scappando dall’una all’altra, rendendosi conto sempre di più quanto il suo nome possa essere profetico.

15:30 TAVOLA ROTONDA ‘CINEMA AFRICANO: TRA CULTURA E INDUSTRIA’

In un mondo radicalmente cambiato negli ultimi decenni, nuovi paesi si sono affacciati sullo scenario internazionale con un ruolo non più da comprimari ma da protagonisti. Molti di questi paesi sono africani e rappresentano quella parte del continente meno nota all’opinione pubblica occidentale, ma impegnati in un importante sviluppo economico, culturale e sociale.
Questi paesi africani hanno contribuito a rinnovare e a veicolare un’immagine diversa da quella classica del ‘continente nero’, anche attraverso lo sviluppo di una propria industria culturale. Industrie culturali con un indotto economico e con produzioni capaci di farsi largo nel mondo, conquistando pubblico e determinando tendenze.
L’Africa non più terra di conquista in cui imporre modelli culturali ma essa stessa generatrice di nuove visioni del mondo.
Moderata da Roberto Stabile, responsabile delle relazioni internazionali di Anica, la tavola rotonda vedrà la partecipazione di registi africani, degli organizzatori del festival e di:

• Ardiouma Soma (delegato generale Fespaco)
• Martha Capello (presidente Agpci, Associazione Giovani produttori di cinema italiani)
• Giorgio Gosetti (direttore della Casa del Cinema)
• Jean Léonard Touadi (consulente del ministero degli Esteri per le questioni africane, docente di Geografia economica all’Università Tor Vergata)
• Riccardo Maria Monti (presidente Ice/Ita)
• Luciano Sovena (presidente di Roma Lazio Film Commission, firmatario dell’accordo con l’Ismac, Istituto Superiore dei Mestieri dell’Audiovisivo e del Cinema di Rabat, per la formazione nel settore cinema e audiovisivo)
• Gianluca Lioni (consigliere del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo Dario Franceschini)

17:00 MAASAI di Dante Tanikie-Montagnani (Kenya, 61 min, 2014, v. o.)
Genere: Documentario

Sceneggiatura: Dante Tanikie­Montagnani Produzione: Dante Tanikie­Montagnani
Trailer: youtu.be/hXqevkk6zx8 Sito web: www.linkedin.com/in/madpigfilms

Questo documentario è un ritratto del modo di vivere nel distretto di Samburu, in Kenya; un ritratto che rischia di diventare testimonianza di un mondo che sta scomparendo per l’avanzare di diversi stili di vita, di nuove professioni, di quello che generalmente chiamiamo progresso. Per ogni generazione, un gruppo di ragazzi deve superare una serie di rituali per riuscire a diventare un guerriero Masai, figura che rappresenta il punto più alto della loro esistenza e della loro tradizione. Lo status di guerriero Masai può essere raggiunto solo tramite questo rito di passaggio. All’interno delle varie cerimonie che lo compongono, sono compresi la circoncisione, lo stato di trance e sacrifici animali. Alla fine del rituale, i giovani vengono proclamati guerrieri Masai tramite una gioiosa celebrazione, l’Asante Sana.

18:00 AL SALAM ALAIKUM di Giuseppe Massarelli  (Italia, 15 min, v. in it.)
interpreti: SHAH ZAIB ALI KHALID, AHED ABABNEH , ANTONIETTA BARONE, FRANCESCA CATTEDRA, PATRIZIA GUIDA, MARCO PICCI, GIANNA TARANTINO, BADR FAKOURY produzione: Scuola Sec.di I grado “G:Santomauro” Bari

Ho colto e raccolto il coinvolgimento dei ragazzi, protagonisti del corto, rispetto a quanto da mesi accade sulle nostre coste, in mare e nelle città che ospitano i profughi dall’Africa. Abbiamo usato lo strumento del cinema, se pure in piccolo, con pochi mezzi e molta fantasia, per comunicare tale coinvolgimento che ha finito anche col rivelare grandi capacità di comprensione e analisi dei fenomeni sociali da parte degli alunni di scuola media, ragazzi motivati e interessati. Nella loro logica, semplice quanto stringente, per alcuni versi ancora infantile, pregiudizi, luoghi comuni e timori da adulti cadono davanti ragazzini, dirimpettai del Mediterraneo, che scoprono uguali a loro.”  Giuseppe Massarelli

A seguire

DIGNITY di Monica Mazzitelli (Mozambico, 45 min, 2015, v. o. sott. it.)
genere: Documentario
sceneggiatura: Monica Mazzitelli produzione: Molly Bloom Prod.

Venti ragazze crescono in un centro di accoglienza, ‘O Viveiro’ (‘Il vivaio’, in portoghese), costruendo la propria vita di un millimetro al giorno, nel misero e insalubre paese di Chitima, in Mozambico. Orfane o disagiate, se non quando entrambe le cose, hanno la possibilità di investire su se stesse, apprendere saperi o professioni, rieducarsi all’affetto mai ricevuto, saldare le fratture di ciò che le esperienze hanno frantumato. Non tutte ci riescono. Dignity racconta senza retorica la storia di queste bambine e ragazze, la loro epica, la loro poesia, le loro cadute, i loro traguardi. Ma soprattutto il loro splendore. Immagini cinematografiche eleganti e potenti restituiscono, attraverso la bellezza formale, la bellezza interiore delle ragazze. E la loro capacità di crescere con forza dal nulla, nel nulla, come fiori nel deserto; una capacità narrata prevalentemente attraverso le loro parole, il loro bisogno di tramandare la narrazione di se stesse, di creare la propria mitopoiesi. Dignity è un documentario che parla della possibilità di una dignità per la donna, per tutte le donne, in Africa e ovunque.

19:30 DIFRET di Zeresenay Berhane Mehari (Etiopia, 99 min, 2014, v. in it.)
Genere: Drammatico

Sceneggiatura: Zeresenay Berhane Mehari Cast: Meron Getnet, Tizita Hagere, Harege Woin, Shetaye Abreha, Mekonen Laeake, Meaza Tekle Produzione: Mehret Mandefro, Leelai Demoz, Angelina Jolie

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=AmctUsIiYmw

Vicino ad Addis Abeba, Hirut, una sveglia ragazzina di quattordici anni, viene rapita da un gruppo di uomini a cavallo. Hirut riesce ad afferrare un fucile e, mentre cerca di fuggire, spara uccidendo Tadele, ideatore del rapimento nonché suo “aspirante futuro sposo”. In Etiopia, la pratica del rapimento a scopo di matrimonio è una delle tradizioni più antiche e radicate e la ribellione di Hirut non le lascia possibilità di scampo. Nel frattempo, ad Addis Abeba una giovane donna avvocato, Meaza Ashenafi , si batte con tenacia per difendere i diritti dei più deboli tramite ANDENET, un’associazione che offre assistenza legale gratuita a coloro che non se la possono permettere. Obiettivo di Meaza è far rispettare la legge ufficiale del Paese, rendendo così inefficaci le tradizionali popolari. Meaza viene a conoscenza dell’arresto di Hirut e cerca di farsi affidare il caso per dimostrare che la ragazzina ha agito per legittima difesa e proteggerla quindi dalla vendetta dei familiari del defunto e dal carcere a vita imposto dalla legge.

 

21:30  MADAME ESTHER di Razanajaona Luck (Madagascar, 16 min, 2014)
Madama Esther è stata licenziata come governante e si prende cura del nipote che ha il grande desiderio di vedere il mare. Cercando modi di guadagnare accetta di ospitare  combattimenti illegali di galli nel suo cortile.

A seguire

COLD HARBOUR di Carey McKenzie (Sudafrica, 76 min, 2014, v. o. sott. it.)
Genere: Thriller/Noir

Sceneggiatura: Carey McKenzie Cast: Tony Kgoroge, Fana Mokoena, Yu Nan Deon Lotz, Thomas Gumede, Zolani Mahola Produzione: Ten10 Film

Trailer: www.youtube.com/watch?v=EnIwascAUXo

Quando a Cape Town una tempesta fa emergere il corpo mutilato di un uomo cinese, il poliziotto Sizwe Miya vuole mettersi alla prova per ottenere la promozione che tanto desidera. Il suo capo, Venske, gli affida il caso assegnandogli però un compagno, Legama, per tenerlo d’occhio. Sizwe scopre che l’omicidio è legato alla mafia cinese che controlla il traffico di abalone della città. Il poliziotto decide di chiedere consiglio al suo ex collega, Specialist, che ora è un boss del crimine organizzato. È proprio una sua soffiata che conduce a un importante blitz dietro il quale si cela l’organizzazione di Specialist stesso, in combutta con Venske. I due riescono a rubare la partita di abalone, usando Sizwe come pedina inconsapevole del loro piano criminale; il poliziotto ottiene infatti la promozione, ma è un’amara conquista, sapendo che dietro l’intera storia c’è la mano del suo amico. L’uomo decide però di tener fede alla sua integrità e di ribellarsi a Venske, tradendo l’amico Specialist a favore della giustizia.


 

 

 

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