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Jacques Tati. L’integrale

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Data inizio:03/03/2018
Data fine:18/03/2018

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Categoria evento: Rassegne. Sezione: Sala Deluxe e Sala Kodak.

Descrizione

Jacques Tati. L’integrale
PER LA PRIMA VOLTA IN SALA L’OPERA COMPLETA DI UN GENIO ASSOLUTO DEL CINEMA MONDIALE.
5 CAPOLAVORI DEL CINEMA, 1 SPETTACOLO TELEVISIVO, 7 CORTOMETRAGGI ACCOMPAGNATI DA 5 DOCUMENTARI ORIGINALI A SVELARNE STORIA E RETROSCENA

Casa del Cinema, in collaborazione con RIPLEY’S FILM e VIGGO, realizza il sogno proibito di ogni appassionato di cinema, cinefilo o critico del cinema, portando su uno schermo cinematografico – per la prima volta in Italia – l’opera integrale di un maestro riconosciuto del cinema mondiale; un genio comico che ha divertito milioni di spettatori influenzando registi ed artisti del calibro di Blake Edwards e  Dario Fo. “JACQUES TATI – L’INTEGRALE” è un dono per grandi e piccini, per chi ha già avuto la fortuna di imbattersi nell’inarrestabile ciclone Hulot e per chi – per la prima volta – potrà godere della sua inarrestabile comicità.  Una retrospettiva integrale con i 5 capolavori che lo collocano direttamente tra Charlie Chaplin e Buster Keaton: “Giorno di festa” (Jour de Fete) 1949, “Le vacanze di Mosieur Hulot” (Les vacances de Monsieur Hulot) 1953, “Mio zio” (Mon Oncle) 1958, “Playtime – Tempo di divertimento” (Playtime) 1967 e “Monsieur Hulot nel caos del traffico” (Trafic) 1971 assieme a 7 esilaranti cortometraggi On demande une brute (1934), Gai dimanche (1935), Soigne ton gauche (1936), L’ecole dea facteurs  (1946), Cours du soir (1967), Dégustation maison (1976) e Forza Bastia (1978) e al televisivo “Il circo di tati” (Parade) 1974 accompagnati da 5 documentari e a una testimonianza di Terry Jones su Tati. L’immensa opera che questo genio del cinema ha lasciato all’umanità, completamente restaurata da Les Films de Mon Oncle società che ne detiene i diritti  e conserva le opere. Un anteprima assoluta della retrospettiva che circolerà in Italia dal prossimo giugno.

Oltre ad essere stato uno dei comici più innovativi della scena cinematografica mondiale Tati è stato uno dei registi che, meglio di altri, ha saputo adattare l’immagine del mondo moderno al cinema. Attraverso il personaggio di Monsieur Hulot, Tati raccontava già, ancora prima degli smartphone, l’alienazione contemporanea che produce la perdita della fantasia a favore del progresso tecnologico. Con uno studio originale sul suono, assurto al ruolo di protagonista, Tati reinventa il cinema sonoro e, insieme all’uso rivoluzionario che fa dei colori e della messa in scena, rifonda uno spazio filmico  ove lo sguardo dello spettatore si rinnova ad ogni visione.

Amato da registi come François Truffaut (“Lui vede quello che noi non vediamo più, sente quello che noi non sentiamo più, gira come noi non facciamo”), Jean-Luc Godard (“Il miglior regista comico francese dai tempi di Max Linder”), Olivier Assayas (“La curva che conduce da Jour de fete a Playtime è quella che conduce il mondo antico al mondo moderno”), Wes Anderson (“La sua camminata è già una grande invenzione”), David Lynch (“uno dei più grandi di sempre”), Tati ha affinato l’originalità del suo cinema di film in film. E continua a farci sorridere della nostra modernità con un’acutezza e un’ironia che non ha uguali nella storia del cinema.

 

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