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COMINCIAMO IL 2016 CON “I MANETTI BROS. E IL CINEMA DE/GENERE”

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Data inizio:08/01/2016
Data fine:17/01/2016

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Categoria evento: Rassegne. Sezione: Sala Deluxe e Sala Kodak.

Descrizione

Casa del Cinema e ARCIPELAGO – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini
presentano

I MANETTI BROS. E IL CINEMA DE/GENERE

Sono fratelli, come i Marx e i Taviani; sono indipendenti e ribelli ma hanno conquistato il popolo televisivo; sono  parenti ma più diversi tra loro di Laurel & Hardy. Sono i Manetti Bros. (al secolo Marco e Antonio, magnifici quarantenni nati a Romani purosangue.
A loro dedichiamo, in collaborazione con ARCIPELAGO – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, una personale completa. Sotto il titolo “I Manetti Bros. E il cinema de/genere” si racchiude una produzione estrosa e originale, adatta a tutti i formati dal corto all’episodio, dalla tv al lungometraggio, dal clip al documentario.
Il loro esordio? L’episodio “Consegna a domicilio” nel film collettivo “De/Generazione” che nel 1995 sarà il manifesto della generazione low budget nel cinema indipendente italiano.
Il film più inatteso? “Zora la vampira” prodotto da Carlo Verdone che vi appare anche come attore.
Il primo successo internazionale? “Piano 17”, costato 70.000 euro, che vince il premio del pubblico al Courmayeur Noir in Festival nel 2005. Il film più famoso? Certamente “Song ‘e Napule” del  2013 che è la vera scoperta del Festival di Roma.
I successi più popolari? Certamente le serie tv “L’ispettore Coliandro” dal personaggio ideato da Carlo Lucarelli con Giampaolo Morelli che tornerà presto su Raidue per la quinta stagione e “Il commissario Rex” per Raiuno che ha rinnovato il genere con la settima e ottava stagione.
Con i Manetti Bros. si inaugura il nuovo anno alla Casa del Cinema. Si tratta di una scelta programmatica che condividiamo con il Festival Arcipelago che ai due fratelli ha dedicato la sua ultima edizione. E’ una scelta perché premia un cinema italiano fuori dal coro, ricco di inventiva, originale, divertente, popolare e cinefilo contemporaneamente. E lo è anche perché ci permette di continuare l’esplorazione nelle ‘botteghe’ indipendenti italiane, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire l’intrattenimento intelligente, un felice caso di ricerca attraverso i generi più spettacolari (il thriller, l’horror, la commedia, la musica) che non rinuncia a una cifra d’autore.

 

 

Marco e Antonio Manetti nascono a Roma, rispettivamente il 15 gennaio 1968 e il 16 settembre 1970. Studiano entrambi sceneggiatura, il primo con Ettore Scola e Age e Scarpelli, ilsecondo con Robert McKee, prima di dare vita al sodalizio “Manetti Bros.”, curando alcuni spettacoli teatrali, realizzando videoclip (ne firmeranno quasi un centinaio nel corso della loro carriera),
girando parodie sugli ospiti del programma televisivo di Serena Dandini Teatro 18 (Italia 1, 2000) e quella che può essere considerata la prima web series italiana (e una delle prime al mondo), Scums. Marco Manetti lavora poi come assistente di Pasquale Squitieri per Il colore dell’odio (1989), come aiuto regista in Francia per la serie tv Le Chinois (1989) e in Italia per alcuni telefilm diretti da Vittorio Sindoni tra il 1990 e il 1996, mentre debutta anche nel cinema insieme ad Antonio per l’episodio Consegna a domicilio del film collettivo DeGenerazione (1994), nel quale compaiono anche in veste di attori nell’episodio di Alessandro Valori Squeak!. Dopo l’impegno di Marco come assistente alla regia in Il principe di Homburg (1997) di Marco Bellocchio, i Manetti Bros. realizzano il loro primo, vero lungometraggio, Torino Boys (presentato al Torino Film Festival nel 1997), seguito da Zora la vampira (2000) prodotto da Carlo Verdone, che vi appare anche come interprete. Sempre nel 2000 collaborano alla sceneggiatura di Il segreto del giaguaro di Antonello Fassari, per poi iniziare ad alternare regie cinematografiche e televisive, firmando – per Rai 2 – 3 film tv della serie Crimini, cinque stagioni della miniserie gialla L’ispettore Coliandro, due stagioni di Rex (la 7 e la 8) e un certo numero di cortometraggi per il programma Stracult di Marco Giusti (2000/2001). Già produttori associati di Il bosco fuori (2006) di Gabriele Albanesi, per proseguire il loro percorso di cinema indipendente fondano nel 2010 una casa di produzione, la Manetti Bros. Film, con il quale realizzano i loro progetti, a partire da Piano 17 e L’arrivo di Wang (quest’ultimo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2011, nella sezione Controcampo) e producono le opere
di altri registi, come Circuito chiuso (2012) di Giorgio Amato. Prima di approdare anche al documentario con Palermo Pride (2015), hanno colto il loro più importante successo di pubblico e di critica con l’action movie “neo-melodico” Song ’e Napule (2014), interpretato da uno dei loro attori-feticcio, Giampaolo Morelli.

Si ringrazia

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