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the eyes of Michelangelo Antonioni

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Data inizio:01/02/2012
Data fine:26/02/2012

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Categoria evento: Mostre. Sezione: Sala Zavattini.

Descrizione

the eyes of
MICHELANGELO ANTONIONI
Omaggio al regista ferrarese nel centenario  della nascita
Opere di Miria Malandri

Mostra a cura dello Studio Archeo900 di Ferrara (www.archeo900.com):
Alberto Squarcia e Francesca Chiarenza.  
1-26 febbraio – ore 15-19

INAUGURAZIONE
mercoledì 1 febbraio 2012 ore 18.00

La mostra sarà presentata dalla critica d’arte Silvia Arfelli e dal curatore Alberto Squarcia.
Sarà presente l’artista Miria Malandri.

Seguirà un momento musicale con la cantante Gigliola Bonora accompagnata al pianoforte da Andrea Ambrosini, che eseguirà brani di Claude Debussy e di Maurice Ravel.

L’attore Gianantonio Martinoni leggerà due brevi racconti tratti dal libro di M. Antonioni “Quel Bowling sul Tevere” pubblicato da Einaudi nel 1997

Proiezione del video “Elegia del Po di Michelangelo Antonioni” – regia di Vitaliano Teti e Carlotta Breda – durata 13 min, realizzato nel 2012

La mostra ha come scopo quello di ricordare l’opera di Michelangelo Antonioni, importante maestro della cinematografia italiana e mondiale, attraverso la presentazione di tele magistralmente dipinte da una pittrice forlivese Miria Malandri con la tecnica del “fermo immagine”, liberamente tratte dai film di Antonioni.
Il “fermo immagine” consiste nella visione, da parte dell’artista, dei film e dell’individuazione in maniera personalizzata di momenti particolari che suggestionano la sua fantasia. Il risultato che ne consegue è una visione inedita e soggettiva di fotogrammi che nei film possono scorrere in pochi secondi e spesso passare inosservati.

Si è di fronte quindi ad una mostra di dipinti che reinterpretano in senso inverso il rapporto cinema-pittura che ha sempre visto il cinema attingere a piene mani dall’arte pittorica.
Miria Malandri è nata a Forlinpopoli nel 1946. Vive e lavora a Forlì. Dopo aver frequentato gli studiclassici e il corso di Disegno Anatomico presso l’Università di Bologna, ha iniziato la sua attività di pittrice. Dopo un lungo percorso attraverso la realizzazione di dipinti di tipo surreale e ispirati al teatro dell’assurdo, di immagini di famiglia e di nature morte, dal 2002 al2004 ha collaborato con Art’è. Lo sbocco delle sue ricerche artistiche diventa negli anni recenti dipinti di ispirazione cinematografica, inizialmente come passione per il cinema, poi come riappropriazione di quanto il cinema “ruba” alla pittura, infine come esaltazione “dell’attimo fuggente” (particolare successo ha ottenuto la mostra “Il cinema e la tradizione ebraica”).

 

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