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#FUORINORMA LA VIA NEOSPERIMENTALE DEL CINEMA ITALIANO

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Data inizio:26/10/2017
Data fine:22/12/2017

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Categoria evento: Rassegne.

Descrizione

UN ALTRO CINEMA È POSSIBILE : NASCE FUORINORMA

OVVERO, LA VIA NEOSPERIMENTALE DEL CINEMA ITALIANO (2006-2017)
Un altro cinema è possibile, un cinema italiano che abbia finalmente il coraggio di osare, di andare oltre.

Fuorinorma vuole essere un “Festival espanso” proposto e coordinato da Adriano Aprà assieme alle sale, le istituzioni (hanno già dato il loro patrocinio il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Comune di Roma/Casa del Cinema e Macro, Cinecittà-Istituto Luce, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e gli studiosi che sin da ora lo hanno condiviso o che vi aderiranno.

Sostiene Aprà: «Questo progetto nasce dalla consapevolezza che negli ultimi anni si è manifestata in Italia una tendenza neosperimentale, sia nel cinema di finzione che in quello documentario, verso un rinnovamento delle forme espressive che finalmente allinea il cinema italiano con le ricerche più avanzate in campo mondiale. Nello stesso tempo sono nate a Roma e in tutta Italia sale alternative interessate a proiettare opere spesso emarginate dal sistema industriale. Abbiamo quindi pensato di promuovere una selezione ragionata di queste opere, troppo spesso poco viste, riunendo (per ora) alcune sale romane e proponendo loro di proiettarle sotto l’etichetta proposta».

Queste le sale romane che hanno condiviso il progetto: Off/Off Theatre (che presenterà per primo tutti i primi 20 film a cominciare dal 26 ottobre, da martedì a sabato di ogni settimana alle ore 17), Apollo 11, Azzurro Scipioni, Biblioteche di Roma (7 sale), La Camera Verde, Casa del Cinema, Cinema dei Piccoli, Detour, Kino, Macro, Palladium, Teatro dei Dioscuri, Teatro Tor Bella Monaca, Trevi.

Ciascuna sala presenterà circa 6 film a scelta in modo che ogni film abbia almeno 6 passaggi.

I PRIMI 20 FILM. Oltre al  pluripremiato Per amor vostro di Giuseppe Gaudino (2015), con una straordinaria Valeria Golino, vincitrice della Coppa Volpi alla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (opening del nostro “festival espanso”), saranno presentati film come:  la brillante distopia fantascientifica di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani Terra (2015), vincitore della Mostra di Pesaro; l’esordio alla regia di Francesca Fini Ofelia non annega (2016), opera sperimentale che mescola la performance dell’autrice al repertorio concedendo un’inedita struttura narrativa al film; l’innovativo Puccini e la fanciulla di Paolo Benvenuti (2008), che richiama l’estetica moderna del Rossellini televisivo e di Straub-Huillet; il religioso e a tratti straziante Sangue di Pippo Delbono (2013); l’acclamato Spira mirabilis di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi (2016), presentato alla scorsa edizione della Mostra di Venezia; il meta-cinematografico Bellas mariposas di Salvatore Mereu (2012); Flòr da Baixa di Mauro Santini (2006), viaggio circolare che parte da Lisbona per cogliere frammenti di quotidianità alla ricerca di qualcosa di indefinito e inafferrabile ; Tramas di Augusto Contento (2007), musical thriller raccontato in forma documentaristica, girato a São Paulo, Brasile; Valzer di Salvatore Maira (2007): ha la particolarità di essere stato girato in un unico piano sequenza di 90 minuti nell’hotel NH Santo Stefano di Torino; Storia di una donna amata e di un assassino gentile di Luigi M. Faccini (2007-2009), un viaggio a ritroso nel tempo che, come dice l’autore, non insegue la nostalgia e non si rifugia nella malinconia; La bocca del lupo di Pietro Marcello (2009): Genova. Un ex carcerato si racconta, inframezzato da film di famiglia e repertorio che ampliano la vicenda privata. La sua storia d’amore con Mary, un transessuale; Terramatta di Costanza Quatriglio (2012): «Vincenzo Rabito, dopo una vita da analfabeta, ha inventato una lingua e lasciato un’autobiografia di oltre mille pagine». Repertorio dalla Prima guerra mondiale al secondo dopoguerra sulla lettura di alcune pagine fittamente dattiloscritte; Su Re di Giovanni Columbu, 2012: la frantumazione del racconto (l’Ultima Cena, il Getsemani, il Bacio, il Processo, la Via Crucis, la Crocifissione, mescolati fra loro) fa del film una serie di tessere di un mosaico. In sardo con sottotitoli; Il viaggio della signorina Vila di Elisabetta Sgarbi (2012): in viaggio – accompagnati da un personaggio femminile quasi invisibile – nella Trieste multietnica, storica e odierna: viaggio insieme poetico e didattico; Abacuc di Luca Ferri, (2014): Abacuc è una marionetta senza spettatore, recita l’ultima pièce possibile…; Montedoro di Antonello Faretta (2015), un film dove realtà e mito si confondono, è una vicenda dello spirito per abbandonare l’abbandono, un racconto del Mediterraneo, quando si trasforma in roccia, sale, polvere e fuoco…; N-CAPACE di Eleonora Danco (2014): fra Terracina e Roma, l’autrice intervista giovani e vecchi, alternando le interviste con sue performance; Lepanto – Último cangaceiro di Enrico Masi (2016), storie che si intrecciano, si echeggiano, si fondono in modo misterioso… ; La natura delle cose di Laura Viezzoli, (2016), un’immersione emotiva e filosofica in quel prezioso periodo di vita che è il fine vita.

Ma il festival è solo un punto di partenza. Lo scopo vero è quello di trasformare una tendenza in movimento. È stato lanciato per tutto questo un forum: http://www.fuorinorma.it/forum/ dove discutere e fondata l’Associazione culturale Fuorinorma.

Il progetto non si limita a Roma. Si pensa già (stando anche ad alcuni segnali favorevoli) di proporlo in altre città italiane e all’estero (festival, cineteche, istituti italiani di cultura, ecc.)

Un altro cinema italiano è possibile.

 

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