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Fiamme sul mare di Michał Waszynski, Italia, 1947, 77′

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Data inizio:04/06/2021
Data fine:04/06/2021
Ore: 18:00

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Categoria evento: Proiezioni. Sezione: Perduti nel buio.

Descrizione

Fiamme sul mare, di Michał Waszynski, Italia, 1947, 77′

Regia Michał Waszyn´ski, [Vittorio Cottafavi] / Soggetto Gherardo Gherardi, Giulio Morelli, Alberto Pozzetti / Sceneggiatura G. Gherardi, M. Waszyn´ski, Filippo Comoletti Gaudenti, V. Cottafavi / Fotografia Arturo Gallea / Montaggio Enrico Linke / Musica Alessandro Cicognini, Giuliano Conte / Produzione Sirena Film. Origine Italia, 1947. Formato 35mm, b/n.

Interpreti Carlo Ninchi (Stefano), Edda Albertini (Alda), Felice Romano (Gaspare Marani), Piero Palermini (Rio Marani), Silvana Jachino (Diana La Spina), Giacomo Rondinella (Giovanni Proietti), Giuseppe Varni (Matteo La Spina), Evi Maltagliati (Dory Jane), Leopoldo Valentini (Pietro Ferri), Mario Gallina (commendatore Molisani), Nando Del Duca (Paolo Santi), Alfredo Rizzo (barbiere in Argentina), Peppino Spadaro (attacchino), Ciro Berardi (impresario del “Carmencita”), Aristide Garbini (Parodi), Attilio Torelli.

Un apologo politico incentrato su una cooperativa di marinai che decide di recuperare una nave affondata nel porto di Napoli, scontrandosi presto con le mire di un losco speculatore. Durante un lungo viaggio verso l’Argentina, i protagonisti affronteranno le insidie e insieme le responsabilità della vita in comune, alla riscoperta di un sentimento di identità collettiva. Un film che ci restituisce il faticoso risveglio della democrazia, alla ricerca di nuovi modelli cinematografici che interpretino lo spirito dei tempi.

Michal Waszynski
Un autore dal percorso biografico piuttosto intricato e sorprendente, variegato quanto il repertorio dei film da lui realizzati, tra cui commedie musicali come Che cosa fa mio marito di notte, film mistici come Dybuk, documentari come Montecassino e, infine, produzioni hollywoodiane come La caduta dell’impero romano, che Waszynski coprodusse.

Michal Waszynski nacque a Kowel’ (nell’odierna Ucraina) nel 1904, cioè poco dopo che l’invenzione del cinema facesse la sua comparsa nel vecchio continente. Waszynski entrò giovanissimo alla scuola di recitazione di Kyiv. Ben presto il cinema divenne la passione della sua vita e al contempo un magico veicolo che lo trasportò in giro per l’Europa. A Berlino partecipò con Friedrich Murnau alla realizzazione del film Nosferatu. Poco dopo, si recò a Varsavia, dove in brevissimo tempo divenne uno dei registi polacchi più in vista. Vale la pena segnalare che fino al 1939 girò circa 40 lungometraggi. La sua carriera venne interrotta dallo scoppio della guerra. Waszynski fuggì in Unione Sovietica, dove venne deportato in Siberia. Nel 1942 si unì all’esercito del generale Anders e divenne direttore del reparto di documentazione filmica.

Percorrendo l’intero cammino di guerra che dalla Siberia, attraverso Iran e Palestina, giungeva fino in Italia, Waszynski realizzò molti documentari. Alla fine della guerra rimase a Roma, dove lavorò come regista in tandem con Vittorio Cottafavi. Insieme girarono i seguenti film: La grande stradaLo sconosciuto di San Marino e Fiamme sul mare. Continuò poi la sua carriera come direttore artistico e produttore di vari film interpretati dalle stelle del cinema mondiale. Vale la pena citare almeno Otello di Orson Welles, Quo Vadis di Marvin LeRoy e Vacanze romane di William Wyler.

 

Waszynski/Cottafavi
La stagione che va dal 1945 al 1948 segna indubbiamente uno dei vertici del cinema italiano, soprattutto perché mai come in questo momento i film si incaricano di raccontare la nostra società, fotografando un passaggio epocale come quello dalla dittatura alla democrazia. I capolavori del Neorealismo fungono all’estero da ambasciatori di questa nuova Italia, tratteggiando con la loro poesia l’immagine di un popolo in cerca di un riscatto morale e sociale, ma ci sono molti altri film, anche minori, che fotografano a modo loro questo delicato processo di ricostruzione. Proprio in questa prospettiva si colloca la collaborazione fra Michal Waszynski e Vittorio Cottafavi, articolata in tre film quantomai oscuri e dimenticati, di cui soltanto oggi siamo finalmente in grado di apprezzare pienamente la ricchezza.

La grande strada (1946), conosciuto anche con il sottotitolo di L’Odissea di Montecassino, nasce dall’esperienza documentaristica di Waszynski, che al seguito dell’Armata polacca aveva filmato le varie fasi della guerra in Iran, Egitto e Italia. Partendo da questo materiale prezioso, il film rievoca attraverso una struttura a flashback l’odissea del giovane soldato Adam, ferito agli occhi e assistito da un’infermiera che, per alleviare le sue pene, accetta di fingersi la sua fidanzata. L’edizione polacca del film, con un finale diverso rispetto a quello italiano, collega già il percorso dei protagonisti alla ricostruzione della Polonia, sottolineando il carattere anche utopico che attraversa l’intera trilogia.

Lo sconosciuto di San Marino, girato a cavallo fra il 1946 e il 1947, è basato su un soggetto di Cesare Zavattini, che sviluppa temi cari tanto a Waszysnki quanto a Cottafavi. Un misterioso personaggio senza memoria, interpretato dal mimo Aurel Millos, appare d’un tratto in mezzo alle macerie della guerra, portando un messaggio di amore e di pace. Questa figura cristologica, in cui Waszysnki per certi versi sembra quasi immedesimarsi, sarà però costretta nel finale a recuperare la memoria, facendo quindi i conti con le proprie responsabilità durante la guerra. Completamente frainteso al momento dell’uscita nelle sale, il film ci appare oggi come un piccolo capolavoro, soprattutto per la sua schiettezza nell’interrogarsi filosoficamente sulla possibilità di una ricostruzione morale dopo l’orrore dell’Olocausto.

Fiamme sul mare, girato nell’autunno 1947, chiude questa ideale trilogia raccontando proprio il difficile cammino della nuova Europa verso la democrazia. Il film propone infatti un apologo politico incentrato su una cooperativa di marinai che decide di recuperare una nave affondata nel porto di Napoli, scontrandosi presto con le mire di un losco speculatore. Durante un lungo viaggio verso l’Argentina, i protagonisti affronteranno le insidie e insieme le responsabilità della vita in comune, alla riscoperta di un sentimento di identità collettiva. Un film che ci restituisce il faticoso risveglio della democrazia italiana, alla ricerca di nuovi modelli cinematografici che interpretino lo spirito dei tempi.
Simone Starace, Waszynski e Cottafavi, «Alias», 14 novembre 2015

 

 

 

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