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CIAO ALBERTO. L’altra storia di un italiano

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Data inizio:10/07/2012
Data fine:13/07/2012
Ore: 19:00

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Categoria evento: Eventi e Proiezioni. Sezione: Sala Kodak.

Descrizione

CIAO ALBERTO. L’altra storia di un italiano di Antonello Sarno
(Italia, 2012, 76′)

 in collaborazione con il
Desk Immagini News Mediaset
Musiche di Piero Piccioni
Montaggio di Alberto Di Bari
Ufficio stampa Studio Lucherini-Pignatelli

L’idea di fondo di “Ciao Alberto” non è quella di spiegare, approfondire o svelare chissà quali lati nascosti di Alberto Sordi. L’idea, che in realtà è un desiderio, era ed è solo quella di stare ancora un po’, per la precisione un’altra ora e dieci minuti, insieme a lui. Antonello Sarno

Il film si articola secondo una scelta narrativa che si snoda per capitoli monotematici, montando insieme le interviste (complessivamente una quindicina, selezionate tra più di 50) e/o i discorsi di Sordi con i servizi dei cinegiornali e relative gag inedite, backstage e upsound d’epoca  relativi allo stesso tema. Come nei nostri intendimenti, anche l’utilizzo di clip tratte da film è stato estremamente limitato: nei 70 minuti di durata del film, meno di cinque sono complessivamente tratti dalle pellicole interpretate da Sordi. Per la precisione, sono stati inseriti brevi brani tratti da “I Vitelloni” di Federico Fellini (1953), “Il Conte Max” di Giorgio Bianchi (1957), “Finchè c’è guerra c’è speranza” di Alberto Sordi (1974) e dall’episodio “Le vacanze intelligenti” diretto da Alberto Sordi e tratto a sua volta dal film “Dove vai in vacanza” del 1978 (firmato anche da Luciano Salce e Mauro Bolognini).

Le interviste, i discorsi in pubblico e le conferenze stampa comprese nel film sono stati girati tra il 1989 ed il 2002. I “capitoli” su cui si articola “Ciao Alberto” sono 13:

–         I funerali: tra la mattina del 25 febbraio (le agenzie batterono la notizia della morte di Sordi intorno alle 8:30) e quella del 27, giorno dei funerali solenni in piazza S. Giovanni, la salma di Alberto Sordi è stata salutata da circa un milione di persone. Un record assoluto, spiegato dalle immagini dell’interminabile fiume di persone che prima al Campidoglio (dove fu allestita la camera ardente), quindi a S. Giovanni ed infine allo Stadio Olimpico nelle due domeniche successive alla scomparsa dell’attore hanno dimostrato nei confronti di Sordi un amore profondo e duraturo. A corredo delle immagini, anche molte interviste di amici e colleghi di Sordi, come Carlo Verdone, Ettore Scola, Walter Veltroni, Emi De Sica, Vincenzo Crocitti, Fiorello, Gigi Proietti, Stefania Sandrelli, Franco Sensi, Aurelio De Laurentiis, Ornella Muti, Valeria Marini, Fabrizio Frizzi, Tullio Solenghi.

        Gli 80 anni: l’intervista rilasciata da Sordi a Cinecittà in occasione del suo 80mo compleanno.

–         Lauree e diplomi: insieme a Mario Monicelli, Sordi riceve la laurea “honoris causa” in “Scienze della comunicazione” dello IULM (2002) dopo il Diploma in recitazione “ad honorem” dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano (2000) che, nel 1936, l’aveva respinto a causa dell’inflessione romanesca. Battuta fulminante di Sordi al rettore dei Filodrammatici: “Ringrazio per il Diploma, anche se c’avete messo 60 anni per accorgervene! Tra l’altro, ricevo il Diploma d’attore, oggi! E per 40 anni sono stato un abusivo ?”

–         Amedeo Nazzari: Sordi ricorda quando, sul set della “Notte delle beffe” (1940) di Carlo Campogalliani, fu aiutato da Nazzari che lo incoraggiò dopo una sgridata ricevuta sul set sempre a causa dell’inflessione romanesca. Un rapporto che si consolidò quando Sordi, nel 51, portò sul palco del varietà “Za-bum” di Mario Mattoli una strepitosa imitazione dello stesso Nazzari in veste di un inetto prestigiatore.

–         Vittorio De Sica: l’amicizia e la collaborazione tra i due, ripercorse da Sordi col ricordo del viaggio a Las Vegas per le riprese di “Un Italiano in America” nel 1967. Indimenticabile l’episodio della “slot machine”.

–         Le donne: Sordi svela i segreti delle scene d’amore sul set e spiega i motivi per i quali non si è mai sposato: “Non sposerei mai un’attrice”.

–         Il denaro: da sempre preso in giro per la sua leggendaria avarizia (i cinegiornali d’epoca sono implacabili quanto divertenti) Sordi, intervistato sul set de “L’Avaro” di Tonino Cervi (1990), contrattacca e spiega perché non ha mai replicato all’accusa.

–         Venezia: Sordi alla Mostra, dal 1953 al 2001. Interviste a raffica (tra cui una con un esilarante lapsus di Lello Bersani) le accuse a chi ha voluto l’affossamento della Mostra a vantaggio del Festival di Cannes, ed una serie di irresistibili – ed anche sferzanti – gag d’epoca sulla Mostra e girate appositamente per i cinegiornali tra cui una, con Gassman, in cui i due si lamentano di non aver ricevuto nessun premio per “La grande guerra”.

–         Cannes: Sordi parla del Festival, dove nel ’93 ha ricevuto le insegne di cavaliere dell’ordine delle arti e delle lettere, che scherzando definisce “la Festa de’ noantri”.

 

–         I premi: David, Nastri, Grolle, Maschere, perfino un braccialetto di brillanti (“A saperlo, me vestivo da donna!”): le immagini di tutti i riconoscimenti di una incredibile carriera d’attore. Ai Nastri d’argento del 1959, Sordi canta l’irresistibile “E’ mezzanotte”, mentre ai Nastri d’oro  ricorda la frase con cui, scherzando, accettò il suo primo Nastro d’argento, nel ’53, per “I Vitelloni”: “Nastro d’argento, velo dipinto, occhio spento!”. Una battuta che non fu capita da nessuno ed alla quale, nel gelo totale, rise soltanto Fellini…

– I set: in questo capitolo sono stati utilizzati i servizi dei cinegiornali (ciak di intere scene compresi) girati sul set di numerosi film di Sordi, materiali eccezionali che in realtà sono “spalmati” per l’intera durata di “Ciao Alberto”. Oltre a tre diverse scene girate sul set di “Una vita difficile” di Dino Risi (1959), ecco i divertenti ciak del mancato giro in vespa con Aldo Fabrizi sul set di “Mi permette babbo?” diretto da Mario Bonnard (1956), del duetto al commissariato con Peppino De Filippo in “Piccola posta” (1955) – con Steno dietro la macchina da presa – e, sempre con De Filippo, del “Segno di Venere”, del ’55, di Dino Risi – di “Ladro lui, ladra lei” con Sylva Koscina e Luigi Zampa alla regia (1958), ma anche dei tre ciak de “Il Boom” di Vittorio De Sica, presente sul set nella scena del twist (1963), e di “Tutti a casa” (1960) e della “Mia signora” di Luigi Comencini, con la Mangano e Claudio Gora (1964), fino all’esilarante doppiaggio di una scena de “Il seduttore” di Franco Rossi (1954). Esclusivo e inedito, infine, il set di “In viaggio con papà” (1982) girato in 16 mm da Luca Verdone che, insieme, a Carlo, ha consentito di includerlo in “Ciao Alberto”

 

–         Le vacanze: Sordi parla delle vacanze sue – su un’isola brasiliana – e degli italiani, ai quali ha dedicato l’episodio “Le vacanze intelligenti” tratto dal film “Dove vai in vacanza?” (1978).

 

  Roma: lo straordinario, intenso, commovente e soprattutto unico “discorso politico” tenuto da Sordi al parco di Villa Gordiani, nel giorno del suo 80simo compleanno (15 giugno 2000) in cui la giunta Rutelli lo nominò “Sindaco per un giorno”.

E gli argomenti non potevano che essere Roma e i romani.